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L’agricoltura sociale in Europa

Da sempre, le società rurali e agricole, in tutta Europa, hanno sviluppato esperienze volte a promuovere diverse pratiche e forme di solidarietà, assistenza sociale e inclusione sociale.

In particolare si può parlare di agricoltura sociale (o care farming, green care) per descrivere quelle pratiche agricole mirate a sostenere il recupero socio-riabilitativo e l’inserimento lavorativo di persone  svantaggiate e con “bassa capacità contrattuale (es. persone con disabilità psicofisiche, detenuti, tossico dipendenti, minori, emigrati).

Il valore aggiunto speciale dell’agricoltura sociale è la possibilità per le persone svantaggiate di essere integrate in un contesto di vita dove il loro potenziale personale può essere valorizzato. La presenza e le relazioni con i coltivatori, il contatto con altri esseri viventi – sia animali che vegetali - l’assunzione di specifiche responsabilità sono alcune delle caratteristiche chiave delle pratiche riabilitative determinate dall’agricoltura sociale.

In tutta Europa esiste un ampio e ricco patrimonio di diverse realtà agricole - ereditate dal passato o create più recentemente - che sono caratterizzate da questa  particolare relazione tra pratiche agricole e pratiche di inclusione sociale.

In molti casi queste esperienze sono nate autonomamente, dietro forti  personali motivazioni etiche dei loro promotori, che hanno portato avanti da soli una funzione di interesse collettivo, restando praticamente invisibili. Infatti l’ ”invisibilità” di questa realtà è rappresentata dall’assenza, nella maggior parte dei paesi europei, di una definita struttura giuridico/istituzionale per l’agricoltura sociale. Ciò rende  anche difficile una valutazione “quantitativa”  di queste realtà.

Tuttavia, l’agricoltura sociale appare come uno scenario dinamico e in evoluzione che, negli ultimi tempi, ha guadagnato un’attenzione crescente da parte degli operatori agricoli e che, in alcuni paesi, è già un’attività legalmente riconosciuta e formalizzata.

Ciò è il risultato di una nuova diffusa e positiva percezione dell’agricoltura e delle risorse rurali, che porta a un interesse crescente sugli effetti positivi degli spazi naturali e delle aree agricole sul benessere sociale, fisico e psichico delle persone. Le istituzioni che si occupano di salute pubblica sono inoltre desiderose di trovare pratiche alternative e maggiormente integrate in contesti sociali.

L’agricoltura sociale rappresenta anche una nuova opportunità per gli agricoltori di portare avanti servizi alternativi, ampliando e diversificando lo scopo della loro attività e del loro ruolo nella società.

L’integrazione tra pratiche agricole e servizi sociali può anche permettere nuove forme di guadagno per gli agricoltori, migliorando allo stesso tempo l’immagine dell’agricoltura nella società, e favorendo lo sviluppo di nuove relazioni tra cittadini rurali e urbani.

Nella maggior parte dei paesi europei  l’agricoltura sociale non è un sistema organizzato, ma piuttosto una realtà simile a un patchwork basata sul volontariato, azioni bottom-up, e non supportata da alcuna politica specifica o ambito istituzionale.

E’ evidente la necessità di un processo di miglioramento che può estendere l’offerta di servizi sociali da parte di aziende multifunzionali e incrementare la qualità. La creazione di un “sistema” di agricoltura sociale appare come un processo a lungo termine, in evoluzione, con diversi protagonisti e che dovrebbe essere basato sull’esperienza degli operatori agricoli che hanno già aperto la strada sviluppando l’attività fino a questo momento.

Infatti la prospettiva di un processo di estensione e “normalizzazione” dell’agricoltura sociale dovrebbe evitare la perdita dello spirito originale e i valori, quali solidarietà e responsabilità, su cui sono basate le esperienze “pioniere”.

Quindi è chiaro che la costruzione di un nuovo ambiente istituzionale per l’agricoltura sociale richiede molta attenzione, che significa coinvolgere diversi attori nel dialogo, specialmente assicurando partecipazione attiva dei protagonisti storici ed attuali.

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